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SETTIMANA SANTA

I riti della Settimana Santa a Palagonia hanno il loro fulcro nella venerazione del Cristo alla Colonna, con il prologo del Mercoledì Santo davanti alla Chiesa Maria Ausiliatrice che prevede il tradizionale "lamentu" con l'esecuzione di alcune marce funebri da parte della banda musicale e lo sparo di mortaretti. Suggestiva l'apertura della Chiesa alle ore 4,00 del Venerdì Santo per l'esposizione del Cristo alla venerazione delle migliaia di fedeli che accorrono da tutta la città, cui segue, dalle ore 9,00 alle ore 13,30 la tradizionale processione per le vie dell'antico centro storico, accompagnata dai Confratelli in camice bianco e dal suggestivo coro maschile del "Popule Meus" che esegue gli antichi canti della tradizione popolare siciliana, dalle tipiche note arabeggianti. La sera del Venerdì Santo, la processione con i simulacri del Cristo Morto e dell'Addolorata fino alla Chiesa Madre.

 

FESTA PATRONALE SANTA FEBRONIA

Il 20 giugno, il suono festoso delle campane accompagnato dallo sparo di alcuni mortaretti, annuncia l’apertura dei festeggiamenti; nei giorni 21, 22 e 23 il solenne triduo di preparazione; il 24, vigilia della festa, rappresenta ad oggi, il momento più rappresentativo: dopo la recita dei secondi vespri, la processione della reliquia muove dalla Chiesa Maria Ausiliatrice verso la Chiesa Madre, accompagnata dalle autorità civili, militari e religiose; qui, dopo una breve liturgia della Parola, si dà luogo sull’altare maggiore alla caratteristica “Spaccata ‘o Pignu” (rievocazione scenica dell’ingresso in Paradiso di Santa Febronia), un rito, questo, che per la sua particolarità meriterebbe certamente una maggiore valorizzazione. Segue l’apertura della cappella di Santa Febronia, da parte del Parroco, del Sindaco e di un rappresentante anziano del Comitato; il fercolo della Santa viene dunque portato sul sagrato della chiesa per il saluto da parte di una grande folla di fedeli. Ormai da anni non si riscontrano più, in tali momenti, atteggiamenti in contrasto con lo spirito religioso della festa; il tutto avviene in un clima, sì gioioso, ma di assoluto decoro e compostezza. Il 25, giorno della festa, particolare è la messa mattutina con il rito della benedizione degli abitini votivi, indossati dalle bambine; la Santa Messa solenne, seguita dall’uscita trionfale del fercolo; la breve processione al sole cocente, la vendita all’asta della campanella, il cui acquirente avrà diritto di suonarla per tutta la durata della festa, nel corso delle processioni; ed il rituale “taglio del nastro” in piazza Umberto, seguito, poco dopo, dall’ingresso nella chiesa Madonna di Trapani, in piazza Garibaldi. Nel tardo pomeriggio, la processione per alcune vie della città e di nuovo l’ingresso alla Madonna di Trapani per la venerazione da parte dei fedeli. Poco prima della mezzanotte riprende la processione per il rientro del fercolo in Chiesa Madre, ove resterà esposto per tutto l’ottavario che si tiene con celebrazioni a tema. Nel corso dell'ottavario, di particolare suggestione è il Pellegrinaggio in Contrada Coste, con la Reliquia della Santa, e la S. Messa nei pressi dell'antico Eremo di S. Febronia.

Il 2 luglio, ottava della festa, segue le stesse dinamiche del primo giorno, con le processioni del mattino e della sera, inframezzate dalla sosta nella Chiesa San Giuseppe,  a conclusione delle quali si tiene una celebrazione cittadina in piazza Garibaldi (che per l’occasione si trasforma in una grande chiesa all’aperto); quindi il rientro del Fercolo in Chiesa Madre e la chiusura dei festeggiamenti.

Non mancano poi le manifestazioni collaterali al programma liturgico, con concerti, gare sportive, iniziative culturali, spettacoli pirotecnici. Vedi Ulteriori Approfondimenti su S. Febronia

FESTA SANTA LUCIA

Particolarmente all’insegna della tradizione è la vigilia della festa (12 dicembre): il pranzo povero con laCuccia”, tipica minestra a base di ceci e frumento, condita solo con olio d’oliva e priva di sale). La sua preparazione è già di per sé un rito: passando per le vie della città ci si imbatte non di rado nella scena di donne intente nella mazziata”, ossia la battitura del grano, posto all’interno di un sacco di tela , effettuata con una particolare mazza di legno, per separare i chicchi dalla crusca. Altro sistema di pulitura meno frequente, è la sfrigatura ‘ndo geramitu” (sfregatura sulla tegola) che, come spiega già il termine, si effettua sfregando il sacchetto di grano sull’incavo di una tegola. Nel frattempo si pongono i ceci in acqua, lasciandoli a mollo per almeno dodici ore prima della cottura. Accompagnata da un buon bicchiere di vino,  la Cuccia resta ancora oggi un piatto molto gradito nelle tavole dei palagonesi, ed è singolare anche l’uso di portarne qualche porzione a vicini e parenti.  Al crepuscolo, si passa dalla tradizione del focolare domestico a quella più suggestiva dei “Falò di Usi” : alle ore 17,00 in punto del 12 dicembre,  per le vie dei vari quartieri della città, vengono accesi all’unisono i falò di usi…a dare il via sono i rintocchi delle campane della Chiesa Madre e lo sparo di alcuni mortaretti.  Sono in molti anche quelli che preferiscono accenderli sul sagrato della Chiesa Madre, dove la Santa viene venerata. Il 13 dicembre, festa liturgica di Santa Lucia, si tengono le celebrazioni in chiesa, e nel pomeriggio la processione con il simulacro e la reliquia della santa, che si conclude con uno spettacolo pirotecnico e la S. Messa. In tale giorno, anche se poco diffuso, vi è l’uso di indossare l’abito votivo, dai colori tipici della tradizione luciana, verde e rosso.