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Rocchicella

     rocchicella.jpgL’altura di contrada Rocchicella (oggi in territorio di Mineo), si eleva nella Valle dei Margi.  E’ facilmente raggiungibile dalla superstrada Catania-Gela (S.S. 417),  dalla Catania-Caltagirone (S.S. 385), o dal centro abitato di Palagonia, da cui dista poco più di un chilometro. Sito di grande interesse storico-archeologico, sede di insediamenti umani fin dalla remota antichità (12.000/10.000 anni a.C.), nonché ricettacolo del culto misterico delle divinità paliche (personificazione dei laghi ribollenti di Naftia). Esso è menzionato da autori classici greci e latini come sede sia del celebre santuario dei Palici, che della città di  Paliké. Da visitare i resti dell'Estaterion ed il Museo dei reperti archeologici rinvenuti in sito.

 

Basilica Paleocristiana di San Giovanni

basilicadisangiovanni.jpg     E' una costruzione singolare di cui si conservano l'abside ed alcune colonne, databile al VII secolo d.C. Molta piccola, era poco adatta a contenere i fedeli, tanto che si ipotizza la possibilità che essi assistessero dall'esterno, alle funzioni religiose. La chiesa non aveva vere e proprie pareti laterali ma una leggera cortina di archeggiati entro i quali erano inserite delle porte che venivano aperte durante le funzioni. Alcuni documenti della metà del XVI secolo, ci informano della sua appartenenza all'Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme.

 

 

Oratorio di Coste di S. Febronia

Eremo.jpg     L'oratorio bizantino è una chiesetta interamente scavata nella roccia che va fatta risalire al VI-VII secolo, ha una pianta quasi quadrata con due altari; uno di essi, inserito in una nicchia ricavata nella parete affrescata con un Cristo Pantocreator attorniato da una (più tarda) Annunciazione, mentre nelle pareti del secondo altare, si trovano dipinti il martirio di Santa Febronia, il martirio di San Bartolomeo, una figura di vescovo (forse S. Gregorio Magno), una Santa Lucia, un affresco con Adamo ed Eva, Santa Anastasia. Il tetto è decorato con una merlettatura a rilievo, e vi si trovano le tracce di alcuni buchi dove venivano appesi dei corpi illuminanti. Nel pavimento si trova scavata una fossa per il battesimo ad immersione, successivamente trasformato in essiccatoio.

 Pozzo Blandini

PBlandini.jpg     Con l'impianto degli agrumeti, già esistenti alla fine del XVI secolo, vennero scavati dei pozzi per reperire acqua necessaria a coprire i fabbisogni estivi. Intorno ai pozzi vennero costruite delle strutture, come il pozzo Blandini che con i suoi oltre sei metri di altezza domina la piana circostante. All'esterno del pozzo  vi era un ingegno, una "noria", azionata da animali per il sollevamento dell'acqua.